Provenienza
Stato di conservazione
Commento
Certificato di autenticità rilasciato dall’Archivio Giò Pomodoro in data 09.04.2022. Opera archiviata con il numero 01003M.
Iscrizione in alto a sinistra: “GP 62 1/1”
Descrizione
Di quattro anni più giovane del fratello Arnaldo, Giò Pomodoro condivide con lui l’idea di opera scultorea come compresenza di tensioni scegliendo la superficie come oggetto di intervento plastico e propria cifra stilistica. Nel decennio che va dal 1958 fino al 1968 Giò Pomodoro sperimenta molteplici materiali, dai metalli, alla pietra, al marmo.
Si tratta di “Superfici in tensione” morbidamente e potentemente mosse come ondate, con andamenti orizzontali estesi o verticali a parete trasformandosi in corpi elastici. Nell’opera del 1962 la dialettica fra diverse proprietà e “tensioni” della materia si fa più marcata con la presenza di una base su cui la scultura si installa, che sottrae ulteriormente “peso” visivo alla massa, già elaborata con pieghe e rientranze che l’attraversano in senso orizzontale.