Marini Marino

Piccolo miracolo

1955-56
Bronzo, cm 45,3 x 43,4 x 14,3

Bibliografia

P. Waldberg, H. Read, G. di San Lazzaro, Marino Marini, L’opera completa, Milano, Silvana editoriale d’arte, 1970, p. 373, n. 333, (un altro esemplare)
M. P. Garberi, Marino Marini alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, Milano, ed. Comune di Milano, 1973, n. 29 (un altro esemplare)
M. Meneguzzo, Marino Marini, Cavalli e Cavalieri, Milano, Skira, 1997, p. 226, n. 85 (un altro esemplare)
M. Meneguzzo, Marino Marini, Il Museo alla Villa Reale di Milano, Skira, Milano 1997, n. 29 (un altro esemplare)
G. Carandente, Marino Marini. Catalogo ragionato della scultura, Skira, Milano, 1998, cat. no. 414, p. 288 (un altro esemplare)

Commento

stampo con le iniziali dell’artista “MM” sulla base

Descrizione

L’artista pistoiese, dopo un iniziale confronto con Arturo Martini e un avvicinamento al movimento del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti, sviluppa un linguaggio scultoreo autonomo, declinando in serie alcune tematiche centrali della sua ricerca. Tra queste, i gruppi equestri con cavallo e cavaliere diventano una costante della sua produzione

Dal 1943 emergono i primi monumentali Miracoli, seguiti, a partire dal decennio successivo, dai Piccoli Miracoli, opere di dimensioni ridotte generalmente fuse in bronzo. La figura del cavallo impennato traduce in forma plastica una visione tragica dell’uomo, sospeso in un equilibrio precario che ne riflette la tensione esistenziale.

Il presente esemplare rappresenta la quarta variante senza gambe, di questo modello, che si aggiunge alle sette edizioni già note, conservate in parte in prestigiosi musei italiani e internazionali.

Piccolo miracolo

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